Il consigliere “pendolare” costa più del suo voto? A Carnago la politica si misura… a chilometri
- QuiPrealpi

- 29 apr
- Tempo di lettura: 2 min
C’è chi porta idee. C’è chi porta voti.
E poi c’è chi, a quanto pare, porta soprattutto… il navigatore acceso.
A Carnago, piccolo comune ma con polemiche formato extra-large, la politica locale si ritrova al centro di una disputa che ha il sapore di una domanda tanto semplice quanto urticante: quanto ci costa davvero chi arriva da lontano per rappresentarci?

A lanciare il sasso è Fratelli d’Italia, che mette sotto la lente il caso di un consigliere di minoranza targato Forza Italia.
Il punto non è tanto la presenza in aula quella c’è, almeno sulla carta quanto il prezzo del viaggio per arrivarci.
Numeri alla mano, il quadro ha contorni curiosi. Per partecipare alle sedute, il consigliere percepisce un compenso simbolico. Fin qui nulla di strano.
Ma il vero protagonista della storia non è il gettone di presenza:
è il rimborso chilometrico.
Tradotto: il tragitto casa Comune sembra pesare più del contributo politico.
E qui scatta il cortocircuito.
Per ogni riunione, il costo del viaggio supera abbondantemente quello dell’attività svolta.
Come dire: il tragitto vale più della destinazione.
Ma non è tutto. Secondo le ricostruzioni, i chilometri dichiarati per ogni spostamento non coincidono esattamente con quelli suggeriti dai percorsi standard. Una differenza costante, una ventina di chilometri in più a viaggio, che nel tempo si trasforma in un piccolo extra a carico delle casse comunali.
Nulla di clamoroso preso singolarmente, ma abbastanza per far alzare più di un sopracciglio.
E allora la questione smette di essere tecnica e diventa politica.
Ha senso scegliere rappresentanti che arrivano da fuori territorio, con tutto ciò che ne consegue in termini di costi? Oppure il radicamento locale dovrebbe pesare più della disponibilità a spostarsi?
La polemica, inevitabilmente, si allarga.
Perché mentre qualcuno incassa rimborsi per coprire la distanza, c’è anche chi tra i consiglieri decide di rinunciare ai propri compensi per destinarli ad attività sociali.
Due approcci opposti, due visioni diverse del ruolo pubblico.
Alla fine, il conto complessivo stimato da qui a fine mandato non è astronomico. Ma in un piccolo comune, anche cifre relativamente contenute possono fare la differenza: una manutenzione in più, un servizio migliorato, un intervento concreto.
E allora resta la domanda iniziale, che continua a rimbalzare tra i corridoi del municipio e le chiacchiere dei cittadini: il problema è davvero quanto si spende… o come si sceglie di spendere?
Perché a Carnago, più che una questione di chilometri, sembra una questione di direzione.

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