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Malpensa, nei trolley non c’erano souvenir: maxi stangata della Finanza tra sigarette e “fumo” da milioni

  • Immagine del redattore: QuiPrealpi
    QuiPrealpi
  • 18 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Altro che calamite da frigo e profumi duty free.

Aeroporto di Milano Malpensa, negli ultimi mesi, dentro alcuni bagagli sarebbero spuntati carichi decisamente più “pesanti”: tonnellate di sigarette e tabacco senza bolli fiscali italiani, finite nel mirino della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane.


Malpensa, nei trolley non c’erano souvenir: maxi stangata della Finanza tra sigarette e “fumo” da milioni

Il bilancio dell’operazione fa rumore: oltre 2,5 tonnellate tra sigarette e melassa sequestrate, decine di persone denunciate e multe che sfiorano i 2 milioni di euro.

Numeri che raccontano una stretta sempre più serrata sui traffici illeciti nello scalo varesino.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i controlli rafforzati avviati dall’inizio del 2026 avrebbero portato al sequestro di circa 2.563 chili di tabacchi lavorati esteri, per un valore commerciale superiore ai 740 mila euro. In parallelo sarebbero state elevate sanzioni amministrative per circa 1,85 milioni di euro.


E no, non si parlerebbe di piccoli quantitativi “per uso personale”.

Gli accertamenti avrebbero coinvolto centinaia di passeggeri in arrivo soprattutto da Paesi del Nord Africa e dell’Asia orientale. Le sigarette, secondo gli inquirenti, sarebbero state trasportate direttamente nei bagagli personali, senza i contrassegni fiscali richiesti dalla normativa italiana.


Tradotto: merce che, sempre secondo quanto contestato dalle autorità, sarebbe entrata nel territorio nazionale senza il pagamento delle imposte previste.

L’evasione fiscale stimata supererebbe i 190 mila euro.


Per 44 persone è quindi scattata la denuncia alla Procura di Busto Arsizio con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, aggravata dalle norme attualmente in vigore.

Altri 163 passeggeri sarebbero invece stati destinatari di sanzioni amministrative.


Da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli spiegano che l’operazione rientra in un piano più ampio di controlli contro i traffici illegali che transitano da Malpensa, uno degli aeroporti più strategici del Paese.


E mentre i controlli aumentano, una cosa sembra ormai chiara: a Malpensa i doganieri non guardano più solo il peso delle valigie.

Anche perché certe “bionde” rischiano di costare molto più di un biglietto aereo.

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