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Non è una corsa. È un ritorno nel bosco… dove la storia ti corre accanto (e il cronometro non perdona)

  • Immagine del redattore: QuiPrealpi
    QuiPrealpi
  • 18 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

A Mesenzana arriva il trail che trasforma sentieri dimenticati in un viaggio tra gambe, fiato corto e leggende celtiche

C’è chi va in montagna per “staccare”.

E poi c’è chi si iscrive a una gara e finisce per scoprire che il bosco, a volte, non è affatto d’accordo con le tue ambizioni sportive.


Non è una corsa. È un ritorno nel bosco… dove la storia ti corre accanto (e il cronometro non perdona)

Benvenuti a Mesenzana, dove il fine settimana del 23 e 24 maggio smette di essere “solo un evento sportivo” e diventa una specie di esperimento sociale: bambini che corrono, adulti che soffrono con stile, camminatori che si illudono di fare una passeggiata e invece finiscono dentro una cartolina celtica con dislivello incorporato.


Il tutto sotto il nome del debutto del 100% Mojanchi Trail, una manifestazione che già dal titolo sembra dirti: qui non si scherza, ma si sorride lo stesso.


I bambini aprono le danze (e gli adulti guardano con sospetto)

Sabato pomeriggio il paese cambia ritmo.

Non è più quieto: è ufficialmente invaso dai mini-atleti.


Il Mojanchino Mini Trail non è una gara, ma una specie di prova generale della vita da trail runner: si parte piccoli, si arriva probabilmente con le ginocchia sporche e la convinzione di essere diventati eroi locali.


Nel mezzo:

  • giochi di orientamento nel centro del paese

  • percorsi in mountain bike

  • merenda finale (che salva l’umanità)


Insomma: sport sì, ma con il dolce premio finale come trattativa non negoziabile.


Domenica: quando il bosco smette di essere poetico e diventa serio

La domenica mattina cambia tutto. Il sorriso resta, ma le gambe iniziano a fare domande.


Si entra nel vivo con due gare che non hanno bisogno di presentazioni gentili:

  • Valli del Verbano Trail: 34 km e 2.450 metri di dislivello. Traduzione: una relazione complicata con la gravità.

  • Vallalta Trail: 13 km e 950 metri di dislivello. Più breve, ma con carattere. Molto carattere.


Qui non si vince solo con le gambe.

Serve negoziare con la testa, con il fiato e con quella voce interiore che a metà salita dice: “chi me l’ha fatto fare?”


La camminata che inganna tutti (ma racconta la verità del bosco)

Poi c’è lei, la parte più subdola del weekend: la Cavojasca Walking Trail, che parte tranquilla, quasi educata.


“Solo 6 km”, dicono.

“Accessibile a tutti”, dicono.

E poi ti ritrovi tra boschi, saliscendi e tracce di storia che non fanno rumore ma si fanno sentire.


Il percorso conduce fino a Cavojasca, un luogo che sembra uscito da una leggenda: antico, silenzioso, e con quell’atmosfera che qualcuno definirebbe “celtica” e qualcun altro “ok, qui il telefono prende poco”.


Il dettaglio che rende tutto diverso: non è solo sport

Il 100% Mojanchi Trail non è soltanto una gara. È una specie di racconto collettivo in movimento.


Un paese che si apre ai runner.

Un bosco che si lascia attraversare.

E una valle, quella della Valtravaglia, che si trasforma in palcoscenico naturale dove il cronometro conta… ma non sempre comanda.


Finale senza filtro: il vero traguardo non è quello che pensi

Alla fine arrivano pasta party, premiazioni, sorrisi stanchi e foto che diranno sempre “è andata benissimo” anche quando le gambe raccontano un’altra versione della storia.


Perché in eventi così non si corre solo per arrivare.

Si corre per capire perché si è partiti.

E il bosco, come sempre, non dà risposte facili.

Ma qualche volta lascia indizi.

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