Origgio, scintille pre-elettorali: FdI sbotta contro la lista Ceriani e smonta la polemica “del simbolo nascosto”
- QuiPrealpi

- 14 mag
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A Origgio la campagna elettorale entra ufficialmente nella sua fase preferita: quella delle frecciate, delle repliche piccate e delle accuse che volano più veloci dei volantini nelle cassette della posta.
Al centro del nuovo botta e risposta politico finiscono Matteo Scorti e Maurizio Banfi, candidati vicini a Fratelli d’Italia, finiti nel mirino della Lista Ceriani Sindaco con un’accusa tanto precisa quanto esplosiva: voler “nascondere” il legame con il partito di Giorgia Meloni.
Una ricostruzione che da Fratelli d’Italia viene respinta senza mezzi termini.
E pure con un certo stupore.

Secondo gli esponenti del partito, l’idea che qualcuno possa considerare “strategico” prendere le distanze da FdI sarebbe semplicemente surreale.
Anzi, nella replica si sottolinea come il percorso politico dei candidati sia noto da tempo in paese e non certo comparso magicamente a ridosso delle elezioni.
Nel mirino della controreplica entra anche il clima della campagna elettorale.
Il messaggio, neppure troppo velato, è chiaro: invece di parlare di programmi e proposte concrete per Origgio, si starebbe scegliendo la strada della polemica personale e dell’attacco politico.
FdI rivendica infatti una presenza radicata sul territorio, ricordando che il gruppo locale non sarebbe nato “per l’occasione”, ma dopo anni di attività politica e associativa.
Nella nota viene citato in particolare Matteo Scorti, indicato come uno dei promotori del circolo cittadino e da tempo attivo tra volontariato, oratorio, iniziative giovanili e vita civica del paese.
Anche Maurizio Banfi viene descritto come parte integrante di un progetto politico già definito e apertamente riconducibile al partito.
Da qui la linea difensiva di Fratelli d’Italia: nessun simbolo occultato, nessuna appartenenza mascherata, nessuna operazione camouflage da campagna elettorale.
Anzi, il partito ribadisce che la presenza del simbolo sarebbe già ben visibile anche nel materiale distribuito in questi giorni ai cittadini.
Il passaggio più duro arriva però sul finale, quando la polemica viene definita “vuota”, “ingiusta” e costruita esclusivamente per colpire l’avversario politico invece di aprire un confronto sui temi amministrativi.
Tradotto dal politichese: basta schermaglie, parliamo di Origgio.
Anche se, a giudicare dal clima, la sensazione è che il termometro elettorale sia appena arrivato alla temperatura ideale per altri round.

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